Italian Albanian Arabic Bulgarian Chinese (Simplified) Croatian English French German Portuguese Romanian Russian Serbian Spanish Swahili

17 Settembre 2009

La strage Sei militari italiani morti sull'asfalto di Kabul. Quattro feriti in condizioni non gravi. Quindici civili afgani che hanno perso la vita, 60 i feriti. All'altezza di Massoud Circle, sulla strada per l'aeroporto. Un'esplosione potente e un'alta colonna di fumo nero nel quartiere diplomatico. Un kamikaze alla guida di un'autobomba, una Toyota bianca carica di 150 chili di esplosivo, si è infilato nella colonna di automezzi blindati e si è fatto saltare in aria tra il primo e il secondo Lince. Stando a un portavoce dell'Isaf, la forza internazionale di assistenza per la sicurezza guidata dalla Nato, la deflagrazione è avvenuta lungo la strada che conduce all'aeroporto internazionale, la stessa attaccata lo scorso 8 settembre da un kamikaze talebano che uccise tre civili. Colpiti i due mezzi Lince italiani che erano di scorta a un mezzo diretto allo scalo di Kabul.

Morti e feriti Il bilancio parla di sei morti e quattro feriti, in condizioni non gravi, tra i militari italiani. Questa la dinamica: l'autobomba avrebbe distrutto il primo Lince della colonna uccidendo i cinque militari a bordo. Quasi distrutto anche il secondo con una vittima e quattro soldati feriti. I morti sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due Lince. Appartengono tutti alla al 186esimo reggimento della Folgore che erano di stanza a Kabul. Il convoglio colpito stava trasportando dall'aeroporto di Kabul al quartier generale di Isaf alcuni militari che erano tornati da una licenza: due di questi sarebbero tra le vittime. Dei quattro militari feriti, tre sono dell'Esercito e uno dell'Aeronautica.

La dinamica Si è infilato fra i due mezzi Lince del convoglio italiano il kamikaze che si è fatto esplodere al Massoud circle uccidendo sei militari italiani. Lo riferisce un comunicato dello Stato maggiore della Difesa. Dai primi accertamenti, riferisce il comunicato, risulta che un'autovettura si sia frapposta tra i due mezzi Lince e si sia fatta successivamente esplodere con a bordo 150 kg di tritolo. L'attentato è avvenuto intorno alle 12 ora locale e ha visto coinvolti due mezzi VTML Lince, di un convoglio impegnato in un servizio di scorta.

La Folgore Il 186esimo reggimento paracadutisti Folgore, al quale appartengono le sei vittime dell'attentato di Kabul, costituisce una delle componenti di arma base della Brigata. è composto da un reggimento, una compagnia per il supporto logistico e un battaglione paracadutisti, il quinto El Alamein, pedina operativa dell'unità. è alimentato da volontari in ferma breve e in servizio permanente. Il reggimento è di stanza a Siena. Nato nel 1941 a Tarquinia (Viterbo), il 186esimo si ricostituisce ufficialmente il 16 settembre 1992 e fino al dicembre di quell'anno è stato impegnato nell'operazione "Vespri siciliani", prima di essere trasferito in Somalia per partecipare alla missione Ibis. Da allora ha partecipato ha numerose operazioni di ordine pubblico in Italia e di peace keeping all'estero. La bandiera di guerra del 186esimo reggimento Folgore è decorata di una medaglia d'oro al valor militare conquistata in Africa Settentrionale e una medaglia d'argento al valore dell'Esercito per la missione Ibis in Somalia, dove il Reggimento, coinvolto negli scontri del 2 luglio 1993, perse il paracadutista Pasquale Baccaro, decorato di medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Rivendicazione Un portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, ha rivendicato l'attentato in cui sono rimasti uccisi i militari italiani. In un messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell'Isaf, nel centro della capitale. Il corrispondente della televisione satellitare al Jazeera, Zeina Khodr, ha detto che i talebani hanno rivendicato l'attacco affermando che esso è stato fatto "con lo scopo di dimostrare che nessuno può considerarsi al sicuro in Afghanistan".

La procura di Roma La procura di Roma ha aperto un fascicolo in relazione all'attentato compiuto stamani a Kabul. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, coordinatore del pool antiterrorismo della procura di Roma, ha aperto un fascicolo, così come avvenuto in analoghi casi in passato, ipotizzando il reato di attentato con finalità di terrorismo. Il magistrato attende nelle prossime ore un rapporto dalle autorità militari italiane e dai Ros sull'accaduto.

Altri attentati Il sito dell'attentato sorge tra l'altro non lontano dal palazzo presidenziale, nel quale poco prima il presidente uscente Hamid Karzai aveva tenuto una conferenza stampa sulle controverse elezioni del 20 agosto. La capitale dell'Afghanistan di recente è stata teatro di numerosi attacchi suicidi: oltre a quello contro lo scalo aereo, il mese precedente era stato preso d'assalto addirittura il quartier generale dell'Isaf, in piena città sette gli afghani rimasti uccisi nell'occasione.


I Militari deceduti Il tenente Antonio Fortunato (35 anni) di Lago Negro in provincia di Potenza; il primo caporal maggiore Matteo Mureddu (26) di Oristano; il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto (26) nativo di Glarus in Svizzera; il sergente maggiore Roberto Valente (37) di Napoli; il primo caporal maggiore Giandomenico Pistonami (26) di Orvieto; il primo caporal maggiore Massimiliano Randino (32) di Pagani (Salerno).



Fonte: IlGiornale.it