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Bosnia

Il 9° Reggimento è stata la prima unità italiana a mettere piede in Bosnia nel quadro del Contingente italiano nell'operazione Joint Guard della NATO, durante il rigido dicembre 1995.

Dall'inizio della missione gli Incursori sono stati sempre presenti nell'Area Operativa, per lo svolgimento di compiti di particolare delicatezza. Sempre in condizioni di spiccato isolamento e di forte inserimento nella realtà sociale locale. Le unità del reggimento operano con carattere di continuità del settore nazionale, soprattutto nelle aree più delicate come gli abitati di Pale e Gorazde.

L'operazione in Bosnia rappresenta un impareggiabile banco di prova per il reparto, per la prima volta nella sua storia impiegato con carattere di profonda integrazione nel contesto NATO. In particolare, gli incursori oltre ad operare sul terreno, vengono impiegati nei Comandi a diretto contatto con le altre Forze Speciali alleate, quali quelle francesi, britanniche e statunitensi, affrontando costantemente le sfide rappresentate dall'adozione di procedure operative molto più complesse di quelle nazionali, se non altro per l'ineliminabile barriera linguistica.

In questi anni di operazione, gli Incursori sono divenuti profondi conoscitori del Paese e della mentalità delle popolazioni locali. In ripetute e delicate situazioni di crisi, come l'abbandono di Grbavica (Sarajevo) da parte della popolazione serbo-bosniaca, nell'inverno del 1995, gli operatori del 9° hanno messo in luce elevati livelli di professionalità, non disgiunti da uno spiccato buon senso e da una forte carica umana che li hanno fatti unanimemente apprezzare dalla popolazione. Gli Incursori, grazie alla loro prolungata permanenza in Teatro d'Operazione, si propongono quale prezioso elemento di continuità in un contesto caratterizzato da Comandi di Contingente in continua rotazione e si sanno proporre quali "risolutori di problemi" efficientissimi. Con questi presupposti, gli uomini del 9°, vengono impiegati, insieme a tutti gli altri reparti di Special Forces presenti in Bosnia, come team JCO (Joint Commission Observer).

Il 9 luglio 2004 la Risoluzione 1551 delle NU autorizza la prosecuzione di SFOR per ulteriori sei mesi ed accoglie la decisione della NATO di concludere SFOR entro la fine del 2004. Toccherà all´UE avviare in Bosnia, da dicembre 2004, una missione comprensiva anche di una componente militare.

 

 

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