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Timor Est

La missione a Timor Est è stata una delle N.E.O. alla quale gli uomini del Col Moschin hanno partecipato anche in passato. Sotto il comando del Col. Sblendorio, un distaccamento del reparto vine catapultato dall'altra parte del Globo per "esfiltrare" dei cittadini esteri dal paese sconvolto dalla guerra civile, dovendo procedere letteralmente fra i cumuli delle persone massacrate a colpi di arma bianca. Ma in quella occasione ci si era mossi sempre su veicoli. Durante i sei mesi di permanenza, non sono mancate le occasioni per addestrarsi, in un contesto del tutto nuovo, accumulando notevoli esperienze che, una volta tornati in Patria, vengono tradotte in corpose relazioni che dovrebbero essere molto utili per qualcuna delle prossime missioni e per l'adozione di nuovi equipaggiamenti.

Come nelle altre occasioni, la professionalità degli operatori ha fatto in modo di accrescere il proprio bagaglio professionale, grazie anche agli scenari del tutto nuovi del territorio di Timor. Dalle strade sterrate alla giungla, che spesso comportava un rastrellamento a piedi per impraticabilità con i mezzi ruotati. Anche questa volta gli Incursori del 9° hanno portato a termine la missione. Nell'occasione vogliamo anche ricordare che, come era facilmente prevedibile, alcuni dei reduci dalla missione hanno avuto dei problemi di salute (in particolare per le febbri giapponesi, per le quali non esiste profilassi o vaccino) che per alcuni si sono prolungate per diversi mesi. Un prezzo pesante che non bisogna dimenticare.