Italian Albanian Arabic Bulgarian Chinese (Simplified) Croatian English French German Portuguese Romanian Russian Serbian Spanish Swahili

Iter di specializzazione per Incursori

Al termine del corso OBOS gli allievi risultati idonei proseguono la loro formazione frequentando la fase di specializzazione presso i rispettivi reparti di impiego. Gli Allievi Incursori permangono pertanto presso il RAFoS, dove svolgono l’iter di specializzazione per Incursore suddiviso in due fasi: il Corso Combattimento per Forze Speciali (CCFS) ed il successivo Corso Combattimento Avanzato per Forze Speciali (CCAFS).

Il CCFS, della durata di 23 settimane, ha lo scopo di impartire agli aspiranti incursori le nozioni di base di pianificazione, organizzazione e condotta di Operazioni Speciali a livello di Distaccamento Operativo Incursori e tratta argomenti di pertinenza esclusiva della Forze Speciali. ObosSostituisce quella che in precedenza era definita la “fase di specializzazione per Guastatore Paracadutista”, che durava complessivamente 26 settimane. Durante Il nuovo CCFS gli allievi imparano a pianificare e svolgere i compiti affidati alle Forze Speciali e, più precisamente, le Azioni Dirette, la Ricognizione Speciale e la Military Assistance, e ad utilizzare le armi e gli equipaggiamenti in dotazione al reggimento. Più in dettaglio sono trattati vari addestramenti specifici: una fase iniziale di circa due settimane ha carattere essenzialmente teorico e prevede l’esame della dottrina nazionale e NATO relativa alle Operazioni Speciali e l’apprendimento delle procedure di pianificazione delle missioni, attraverso i procedimenti noti come Military Decision Making Process. Successivamente gli allievi affrontano il modulo formativo “Sopravvivenza operativa e resistenza agli interrogatori” della durata di tre settimane, una fase che, per l’elevato impatto fisico, emotivo e psicologico, rappresenta, nel lungo iter formativo dell’incursore, un necessario momento di selezione, in virtù del quale solo i più determinati e preparati riescono a proseguire nel cammino per il conseguimento del brevetto. Significativamente tale sbarramento viene posto all'inizio del Corso Combattimento per Forze Speciali, al fine di minimizzare il rischio di investire tempo e risorse su elementi non del tutto idonei. L’addestramento alla sopravvivenza riveste ancora oggi un’importanza fondamentale nella formazione dell’operatore delle Forze Speciali, destinato per definizione a compiti e missioni che implicano un rischio elevato e sono condotte in contesti semipermissivi od ostili. La sopravvivenza operativa implica non solo conoscenze tecniche approfondite e una capacità di resistenza fisica e psicologica non comune, ma soprattutto richiede un atteggiamento mentale volto a considerare in ogni momento (soprattutto durante la pianificazione) lo scenario peggiore cui far fronte, al fine di predisporre tutte le misure volte a mitigare i rischi ed aumentare la probabilità di rimanere vivi e potersi ricongiungere con le truppe amiche. A tale scopo è fondamentale che l’allievo incursore venga condizionato e sperimenti in prima persona realistiche condizioni di isolamento e di cattura, per raggiungere la consapevolezza dello stress che tali situazioni comportano ed imparare a reagire e resistere di fronte alle pressioni psicofisiche ad esse correlate. Durante la prima settimana del modulo vengono impartite lezioni teoriche in aula sulla sopravvivenza dell’ostaggio, la resistenza agli interrogatori e la psicologia della sopravvivenza, seguite da prove pratiche sulle tecniche di ricerca di acqua e cibo, per la costruzione di un riparo, l’accensione del fuoco, la realizzazione di trappole ed armi di circostanza. Si approfondiscono nozioni di medicina e le procedure tecnico-tattiche relative alla fuga e all'evasione.
Durante il resto dell’addestramento gli allievi saranno inseriti sul terreno, dove si troveranno ad affrontare fasi di prigionia a seguito di cattura, fasi di fuga e di sopravvivenza dinamica e statica. Durante tutto il corso gli istruttori controllano gli esercizi e forniscono le valutazioni. In media ciascun partecipante percorre nelle fasi dinamiche trenta chilometri al giorno e non riceve né acqua né cibo per i primi 4 giorni. Durante le occasioni in cui gli allievi sono sottoposti al trattamento prigionieri gli istruttori accertano le loro doti di resistenza psicofisica e la capacità degli allievi di sopportare gli stress derivanti dall'interrogatorio per prigionieri di guerra, di tutelare la riservatezza delle informazioni di cui si è a conoscenza e di procedere ad una loro progressiva rivelazione solo dopo un periodo di tempo sufficiente a farne decadere l’importanza. Un tema di crescente attualità riguarda infine la gestione di un periodo di cattività in condizioni di ostaggio detenuto da forze non convenzionali. I criteri da applicare saranno in tal caso quelli che garantiscano le massime probabilità di sopravvivenza secondo il concetto CAC – Conduct After Capture. Tale procedura parte dalla considerazione che l’attuale tipo di minaccia, di carattere irregolare o terroristico, ricerca nel personale amico catturato non una fonte informativa, come avveniva negli scenari tradizionali, ma un possibile utilizzo mediatico e propagandistico. In tale contesto risulta essenziale privilegiare tecniche di resistenza in cattività di tipo innovativo ed a forte impatto psicologico, che prevedano il rilascio controllato delle informazioni anziché l’assoluta riservatezza, al fine di consentire successive operazioni di recupero del personale catturato. Il CCFS prosegue con lo studio degli esplosivi finalizzati alla condotta delle Operazioni Speciali, il loro maneggio, l’apprendimento dei metodi tradizionali ed avanzati per l’impiego degli artifizi, l’acquisizione delle tecniche di sabotaggio e di realizzazione di esplosivi di circostanza. Una delle esercitazioni specifiche e valutative prevede proprio il progetto e la realizzazione di una demolizione di un manufatto complesso in ambiente non permissivo.Obos Vale la pena di evidenziare che tale modulo addestrativo rappresenta un ambito di eccellenza del 9° rgt, che risulta pertanto l’unica unità dell’Esercito ad essere addestrata alle specifiche tecniche di impiego di esplosivi e di sabotaggio. Segue il modulo Combat Medic secondo i protocolli Combat Life Support, che forniscono i rudimenti delle tecniche di primo soccorso nell'ottica di intervenire sul ferito il più precocemente possibile, almeno quando la situazione tattica lo permette, per evitare il peggioramento delle sue condizioni in attesa dell’intervento di personale più qualificato. Tale formazione, rivolta a tutto il personale, verrà successivamente approfondita per gli elementi destinati a funzioni di Combat Medic di distaccamento. E’ quindi la volta del modulo di operatore radio per Forze Speciali, che abilita all'impiego delle sofisticate apparecchiature radio VHF, HF e satellitari in dotazione, necessarie a garantire le comunicazioni tattiche e strategiche. Segue l’apprendimento delle Procedure Tecnico-Tattiche per Forze Speciali – PTTFS, che costituisce il cuore della formazione degli Incursori. Sono approfonditi i procedimenti e le tattiche del Distaccamento Operativo incursori nelle varie situazioni tipiche di impiego, in particolare nella concezione, pianificazione, organizzazione e condotta delle Operazioni Speciali: le Azioni Dirette, la Ricognizione Speciale e la Military Assistance. Si susseguono le lezioni sulle armi in dotazione alle sole Forze Speciali e si approfondiscono ulteriormente le tecniche avanzate di tiro operativo, mirato ed istintivo.
Gli allievi Imparano inoltre in questa fase ad interfacciarsi con culture e realtà locali ed apprendono i rudimenti delle tecniche di addestramento ed insegnamento, il tutto a beneficio delle future missioni di Military Assistance, la cui importanza è destinata a crescere in futuro. Gli aspiranti incursori si cimentano quindi in attività di ricognizione in territorio ostile senza il supporto di unità amiche, sviluppando anche capacità di riportare ed analizzare, rispettando criteri di rapidità, completezza e segretezza, i dati informativi raccolti e riferiti ad obiettivi ad alta valenza. Le procedute tecnico-tattiche apprese, inizialmente specifiche del 9° reggimento “Col Moschin”, sono ora condivise dai reparti di FS delle altre Forze Armate (GOI della MM, 17° Stormo della AM e GIS dei Carabinieri), dopo anni di collaborazione nei Teatri Operativi e grazie alle attività ed esercitazioni interforze organizzate dal Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS). Sono poi affrontati gli aspetti basici dell’utilizzo degli enablers assegnati a sostegno delle Forze Speciali, come ad esempio le procedure ed i coordinamenti necessari all'impiego degli assetti aerei ad ala fissa e rotante, sia ai fini di inserzione che con compiti di combattimento e supporto di fuoco aereo. Viene altresì curata l’integrazione con le fonti ISTAR ed i sistemi per la sorveglianza del campo di battaglia, con particolare riguardo a quelli aerei, pilotati e no, le cui informazioni sono trasmesse grazie all'impiego degli apparati ROVER.
Sono infine trattate le procedure di collaborazione ed integrazione con le forze convenzionali, alle quali potrebbero essere assegnati i compiti di Quick Reaction Force (QRF) o di supporto tattico alle attività svolte dagli incursori.

CCAF
La seconda parte dell’iter di specializzazione per Incursore è costituita dal Corso Combattimento Avanzato per Forze Speciali, della durata di 5 settimane, destinato ad approfondire le tecniche avanzate di combattimento in ambiente urbano, di tiro istintivo, discriminato e ravvicinato, di irruzione ed intervento nei più disparati scenari contro obiettivi posti all'interno di varie tipologie di edifici. Le prime tre settimane sono dedicate al consolidamento della tecnica di tiro con fucile d’assalto e pistola, con ausili di puntamento, mentre le ultime due sono incentrate sulle tecniche di irruzione e movimento. L’efficace progressione dell’addestramento è garantita dalla padronanza nell'uso delle armi individuali acquisita durante le fasi precedenti dell’iter formativo dedicato agli allievi Incursori. Il CCAFS ha carattere fortemente valutativo, con particolare riguardo ai livelli di precisione raggiunti nel tiro ravvicinato ed istintivo, alla rapidità di riflessi dimostrata in poligono ed alla velocità di reazione di fronte all'imprevisto. Questo corso rappresenta infatti, dopo la fase di sopravvivenza, un altro sbarramento valutativo di estrema importanza prima del raggiungimento dell’agognato brevetto. Al termine gli allievi qualificati risultano in grado di ingaggiare minacce da varie posizioni ed in movimento, di estrarre correttamente ed efficacemente la pistola dalla fondina in condizioni di emergenza, di eseguire rapidi cambi di serbatoio mantenendo l’obiettivo sotto mira, di effettuare la transizione da un’arma all'altra, di risolvere eventuali malfunzionamenti e di impiegare varie tecniche di mira.

fonte: Alberto Scarpitta su Analisi Difesa