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Afghanistan

A seguito degli sviluppi della situazione politico-militare in Afghanistan, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato in data 20 dicembre 2001 la Risoluzione n. 1386 con la quale ha autorizzato il

dispiegamento nella città di Kabul ed aree limitrofe, per un periodo pari a sei mesi e sotto il Cap. VII della Carta delle Nazioni Unite, di una Forza multinazionale denominata International Security Assistance Force (ISAF). Lo schieramento di ISAF era previsto, come poi avvenuto, entro il mese di gennaio 2002.

In tale ambito, il Regno Unito (UK) ha inizialmente assunto il ruolo di Lead Nation, affidando il comando di ISAF I al Magg. Gen. John Mc Coll. Il 20 giugno 2002, la responsabilità di Lead Nation è stata passata alla Turchia, la quale ha assegnato il comando ISAF II al Magg. Gen. Hilmi Akin Zorlu. A partire dal 10 febbraio 2003, la Germania e l'Olanda hanno assunto la responsabilità di Lead Nation affidando il comando ISAF III al Ten. Gen. Van Heyst (COMISAF). L'11 agosto 2003 la NATO è subentrata nella guida dell'Operazione ISAF, con l'attribuzione del comando di ISAF IV (su base LANDNORTH) al Ten. Gen. (GE) Goetz Gliemeroth, e il Joint Force Command di Brunsum (CINCNORTH) ha assunto la responsabilità di JF Commander per l'operazione. HQ ISAF è stato strutturato sulla base del concetto "framework" con Comandi NATO. Il 9 febbraio 2004 è subentrato nella guida dell'Operazione ISAF V (su base AFNORTH) il Ten.Gen. (CA) Rick Hillier. Il 9 agosto 2004 è subentrato alla guida dell'Operazione ISAF VI (su base EUROCORPO - forza multinazionale a livello di Corpo d'Armata e composta da militari tedeschi, francesi, spagnoli, belgi e lussemburghesi) il Ten. Gen. (FR) Jean Louis Py.

Il 13 febbraio 2005 è subentrato alla guida dell'Operazione ISAF VII (su base EUROCORPO) il Ten. Gen. (TR) Ethem Erdagi. L'impegno italiano in ISAF VII è stato analogo a quello già assicurato all'Operazione ISAF VI e V, ma per il periodo elettorale l'Italia ha reso disponibile un contingente a livello Battaglione tratto dal NRF 3 quale "In Theatre Reserve Battalion" (su base del 3 Reggimento Alpini) (vds. Operazione "Sparviero"). Nell'ambito della rotazione dei Comandi NATO nella condotta di ISAF, l'Italia, a partire dal 4 agosto 2005 e fino al 4 maggio 2006, ha assunto la leadership dell'ISAF VIII, schierando in Afghanistan il Comando NRDC-IT (NATO Rapid Deployment Corps-Italy - Comando di Proiezione di Solbiate Olona ) ed i relativi supporti tattico-logistici al Comando del Generale di Corpo d'Armata Mauro Del Vecchio (COMISAF).

Dal 4 febbraio 2007 la leadership di ISAF X è stata assunta da un Comando "composite", formato da personale di staff proveniente dagli standing HQ della NATO (NRDC e ARRC), nonché da personale delle Nazioni che contribuiscono all'operazione. Il Comando di ISAF X, a partire da tale data, è stato assunto dal Ten. Gen. (US) Mc Neill.

Per garantire l'assolvimento della missione il COMISAF si avvale di cinque Comandi Regionali (Regional Command North, West, South, East, Capital) oltre ad assetti aerei e ad ala rotante, forze di riserva, forze speciali ed unità di supporto. Nell'ambito di ciascun Comando Regionale sono operanti più Provincial Reconstruction Team, supportati da una Forward Support Base che garantisce la disponibilità di forze di riserva e provvede al necessario supporto logistico dei PRT.

L'ISAF opera sulla base di un Military Technical Agreement (MTA) siglato il 4 gennaio 2002 dalle Autorità provvisorie afgane, comprende militari di 39 Nazioni ed è posta sotto Comando NATO dall'11 agosto 2003 (ISAF 4).

La guida politica di ISAF è esercitata dal NAC (North Atlantic Council), in stretto coordinamento con i Paesi non NATO che contribuiscono all'operazione. Per garantire il necessario coordinamento a livello politico-militare è stato costituito un Foro di consultazione, con sede a Londra, composto dai Rappresentanti diplomatici e dagli Addetti Militari che opera secondo le procedure in uso presso il North Atlantic Council (NAC) della NATO. In precedenza, tale attività era affidata ad un organismo di consultazione nel quale erano rappresentate le Nazioni partecipanti alla forza (a similitudine di quanto attuato dall'Italia in occasione dell'operazione "Alba" nel 1997). Il foro ha avuto sede nel Paese che ha detenuto il Comando dell'operazione.

E' previsto che mantenga un costante e robusto coordinamento operativo con la struttura di Comando e Controllo già costituita per "Enduring Freedom".

In base a quanto previsto dall'OPLAN 10302, la missione in Afghanistan dovrà svolgersi attraverso 5 fasi:

Fase 1: Analisi e preparazione;

Fase 2: Espansione, suddivisa, a sua volta, in 4 tempi:

1° Stage: Area Nord;

2° Stage: Area Ovest;

3° Stage: Area Sud (entro la primavera del 2006);

4° Stage: Area Est (attuato il 5 ottobre 2006);

Fase 3: Stabilizzazione;

Fase 4: Transizione;

Fase 5: Rischieramento.

In particolare, ogni Stage (al momento è completato il 3° Stage, della fase 2, ovvero espansione nell'area Sud) richiede la costituzione di una Forward Support Base (FSB) necessaria per fornire supporto operativo e logistico ai Provincial Reconstruction Team (PRT) presenti nella stessa regione. Tali PRT sono il "veicolo" più idoneo per creare in Afghanistan un ambiente stabile attraverso un processo di ricostruzione socio-economica dell'area. Nell'ambito dello Stage II (area Ovest, capoluogo Herat) della missione NATO, l'Italia sta svolgendo, dal 31 marzo 2005, il ruolo di Lead Nation e l'incarico prima del Regional Area Coordinator-West (RAC-W) e successivamente, dal 1° giugno 2006, di Regional Command West (RC-W) è affidato al Generale di Brigata italiano Francesco Arena. Inizialmente, il PRT di Herat ha operato in ambito coalizione "Enduring Freedom" sino al 31 maggio 2005, quando il SACEUR ha dichiarato l'inizio dello Stage II e, a partire da tale dichiarazione, ha iniziato ad operare sotto guida della NATO (ISAF). Per quanto riguarda la FSB Herat- a leadership spagnola a partire dal 18 maggio 2005 - l'Italia ha concorso alla sua costituzione mediante un APOD (Airport Of Debarkation) e sta contribuendo con assetti di Force Protection e Combat Service Support. L'8 dicembre 2005 la NATO decide di incrementare, nel 2006, la propria presenza in Afghanistan: si tratta della fase 3 dell'espansione di ISAF, che riguarderà il sud del Paese, dove verranno costituiti almeno quattro nuovi PRT, mentre la forza di ISAF salirà a circa 15.000 unità. Dal 4 maggio 2006 si applica il nuovo OPLAN redatto per consentire di affrontare, con un profilo di missione più determinato, l'espansione delle difficili regioni del Sud (Stage III dal 31 luglio) e dell'Est (Stage IV dal 31 agosto). Il 31 luglio 2006 la NATO dichiarava completato il passaggio allo Stage III riguardante le province meridionali, dove un Regional Command South (RC-S) a guida canadese assumeva la responsabilità delle operazioni. Con la creazione del Regional Command East (RC-E) strutturato su 10 PRT a guida USA, il 5 ottobre 2006 la NATO completava lo Stage IV e la conseguente estensione della propria responsabilità all'intero territorio afgano.

Dal 5 agosto 2006 il comando della Kabul Multi National Brigade (KMNB) si è trasformato in Regional Capital Command (RCC)-Kabul.

Il 15 maggio 2007 il Ministro della Difesa, On. Arturo Parisi, riferendo alle Commissioni riunite Esteri e Difesa del Senato e della Camera in merito alle dotazioni del contingente militare italiano impegnato nella missione ISAF, annuncia l'invio in Afghanistan di 5 elicotteri A-129 "Mangusta", di cui uno come riserva logistica, 8 velivoli corazzati "Dardo" e 10 veicoli blindati "Lince", accompagnati da 145 militari (equipaggi e personale di supporto tecnico e logistico).

Il 26 luglio 2007 il Ministro della Difesa, On. Arturo Parisi, riferendo presso la Commissione Difesa del Senato, rende noto che il Contingente nazionale a Kabul, da dicembre 2007 e per un periodo di otto mesi, sarà incrementato di circa 250 uomini in relazione all'assunzione di responsabilità del Regional Command Capital (RC-C). Infatti, nel quadro degli accordi trilaterali (Italia-Francia-Turchia), l'Italia dal 6 dicembre 2007, e fino ad agosto 2008, ha assunto il Comando del RC-C a Kabul in qualità di "Commanding Nation" e alla guida del Generale di Brigata Federico Bonato. Il RC-C è uno dei 5 Comandi multinazionali dipendenti da ISAF, la cui principale componente è fornita dall'Italia.

Nel settembre 2007 il Reggimento ha partecipato, insieme al SAS britannico, ad un blitz per liberare due agenti del SISMI rapiti pochi giorni prima nella provincia di Farah, nell'ovest dell'Afghanistan. Gli Incursori italiani fornirono la copertura di sicurezza, mentre l'assalto finale fu effettuato dai soldati britannici (dotati di appositi mezzi 4x4). L'operazione non ha avuto possibilità di pianificazione poiché i terroristi hanno improvvisamente cercato di trasferire i prigionieri, e gli incursori sono dovuti intervenire immediatamente. Nella battaglia che ne è seguita i due agenti del SISMI sono rimasti gravemente feriti, forse da fuoco amico, e uno dei due è morto alcuni giorni dopo.

Fonte: www.difesa.it