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Organizzazione

Il IX Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin", con sede a Livorno nella caserma Vannucci, consta di 3 componenti:

1. addestrativa;

2. operativa;

3. logistica e amministrativa.

1 La sezione addestrativa, chiamata RAFOS (Reparto addestramento forze operazioni speciali).
Il Reparto Addestramento Forze Speciali è una struttura di livello battaglione posta alle dipendenze del Comandante di Reggimento. Ospitato nella Caserma Vannucci di Livorno, è costituito da un Comando, comprensivo di Sezione Istruttori e Nucleo Maggiorità, e da due unità di livello compagnia: la 101^ e la 102^ Compagnie Allievi, formate da un Comando e vari Plotoni Allievi (in relazione ai corsi in essere nello specifico momento).
- 101^: è dedicata ai soli allievi aspiranti incursori per proseguire l'iter specifico;
- 102^: è dedicata alla propaganda, selezione, tirocinio e OBOS (quindi tutta la parte comune tra 9°, 4°, 185° e REOS).
Il compito primario della Compagnia Allievi consiste nella selezione e formazione del personale destinato ad alimentare la componente operativa del Reggimento “Col Moschin”, provvedendo altresì ad incrementare la preparazione degli incursori in specifici settori con appositi corsi avanzati di specializzazione.
I compiti secondari includono prima di tutto la selezione e qualificazione OBOS – Operatore Basico per Operazioni Speciali – anche per il personale destinato alle componenti operative del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, del 185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi e del REOS, Reparto Elicotteri per Operazioni Speciali.
A questo si aggiungono corsi ed addestramenti specialistici a favore di altri reparti dell’Esercito, sia in sede, come avviene con i corsi anfibi di due settimane per Ranger ed Acquisitori, sia con l’invio a domicilio di team di istruttori, come accade per i corsi per l’ottenimento della qualifica di “operatore scorta e tutela” per il personale designato a fornire il Close Protection Team ai Comandanti delle Brigate di previsto invio in teatro operativo o per la verifica e gli esami finali della formazione degli Esploratori dei reggimenti paracadutisti. Specifici corsi di specializzazione sono poi svolti a favore di elementi del 17° Stormo Incursori dell’Aeronautica, che frequentano al RAFoS soprattutto il Corso di Combattimento Avanzato per Forze Speciali, e del GIS dei Carabinieri, essenzialmente sull’impiego delle sofisticate apparecchiature radio VHF, HF e satellitari in dotazione alle nostre Forze Speciali. Addestramenti “ad hoc” molto apprezzati sono poi tenuti a beneficio di personale civile di previsto invio in Paesi a rischio (Istituto Superiore S. Anna), o per i giornalisti inviati nei teatri operativi. Per loro è approntato un modulo formativo CAC – Conduct After Capture, incentrato sulle tecniche da adottarsi in cattività per migliorare le probabilità di sopravvivenza. Per i dipendenti del Ministero degli Affari Esteri destinati a sedi pericolose l’addestramento è più ampio e completo, secondo l’acronimo HEAT (Hostile Environment Awareness Training), ed include, oltre agli ammaestramenti del modulo precedente, specifiche istruzioni sul comportamento da tenere sul campo, che spaziano da come interfacciarsi con la popolazione locale all'impiego di radio e telefoni satellitari, dalla guida di un fuoristrada a elementi di pronto soccorso.
Di grande rilievo la decisione dell’ESA, l’Ente Spaziale Europeo, di affidare al 9° Reggimento, fra tutti i reparti speciali della Nato, la formazione di alcuni dei propri astronauti a premessa delle missioni spaziali, al fine di incrementare le loro capacità di sopravvivenza in caso di atterraggio in territori ostili. Il modulo appositamente predisposto dura una settimana, si svolge in Sardegna e comprende prove di marcia, resistenza, superamento ostacoli e sopravvivenza, sia a terra che in mare. Il RAFoS organizza direttamente in proprio le attività formative previste, sulla base degli obiettivi addestrativi stabiliti dal Comandante di Reggimento e che si concretizzano nello sviluppo di una programmazione annuale, che vede la redazione delle “Course Specification” (COURSPEC), la compilazione dei piani di lezione e delle relative schede impianto corsi. Inoltre il reparto stabilisce quali siano i requisiti minimi per l’idoneità nei vari moduli, a garanzia di un prodotto finale aderente alle aspettative della componente operativa. La varietà, la complessità e la delicatezza dei compiti del RAFoS rendono di estrema importanza la scelta e la formazione degli istruttori ad esso destinati. A questo incarico sono di norma avviati, per periodi di 3-4 anni, incursori della componente operativa maturi e sperimentati, ma fisicamente ancora validi ed in possesso di una consolidata capacità didattica nel settore delle Operazioni Speciali, magari maturata sul campo nelle missioni internazionali, nelle varie situazioni di mentoring, advising, training e partnering in cui sono coinvolti i nostri operatori speciali. I nuovi istruttori svolgono un appropriato periodo di affiancamento a colleghi esperti, che consente loro di assimilare, in modo graduale, il metodo didattico, maturato in decenni di esperienze accumulate durante gli impegni operativi ed addestramenti complessi, che talvolta hanno richiesto un tributo di sangue. Viene inoltre approfondita l'organizzazione generale delle attività (poligoni, attività continuative, esercitazioni, esami, tirocini), a garanzia dell'efficacia e dell'efficienza del sistema formativo.
Le capacità degli istruttori sono ulteriormente perfezionate attraverso la frequenza di corsi svolti presso il NATO SOF Headquarters – NSHQ di Mons, nel Belgio, il supremo Comando Alleato per le Operazioni Speciali che mira, tra l’altro, alla standardizzazione delle procedure nella comunità delle Forze Speciali. La continuità e l’osmosi esistenti all'interno del reggimento Col Moschin tra la componente operativa e quella scolastica fanno inoltre sì che gli incursori che rientrano da esperienze in Teatro Operativo o da corsi ad alta valenza o dai contenuti innovativi, trascorrano un periodo al RAFoS, per travasare le esperienze acquisite e le nozioni conseguite agli istruttori della componente formativa, assicurando in tal modo la completa aderenza tra le procedure insegnate e quelle effettivamente impiegate sul campo. Si garantisce così che il prodotto dell’iter formativo abbia le capacità richieste ai Distaccamenti Incursori negli attuali profili di missione. Anche per queste ragioni si conferma l’estrema validità del “ciclo virtuoso di impiego” che da qualche anno consente ad alcuni incursori della componente operativa del reggimento di venire reimpiegati per circa 3 anni presso il NATO SOF Headquarter in Belgio o presso la ISTC di Pfullendorf in Germania in qualità di uomini di staff o di istruttori e di tornare poi nella componente addestrativa del 9° reggimento riversando il know-how acquisito durante le importanti e spesso uniche esperienze maturate. Inoltre l’approccio “bottom up” alla risoluzione dei problemi organizzativi consente ad ogni incursore di avanzare idee e proposte che, se giudicate idonee a soddisfare particolari esigenze operative o ad ottimizzare il processo formativo, possono trasformarsi in concrete ipotesi di lavoro per far acquisire nuove capacità agli operatori. I moduli ed i corsi proposti nell'iter formativo non sono infatti statici ma si evolvono e si adeguano costantemente in funzione degli scenari di impiego, delle procedure, delle esperienze maturate, delle armi, dei materiali e degli equipaggiamenti disponibili, per aderire il più possibile alle esigenze dell’operatore Incursore.

2 La sezione operativa, che é il 1° Battaglione, é composto da 4 compagnie: la 110^, la 120^, la 130^ e la 140^. Le compagnie formate solo da operatori "Incursori". La BAI, o Base Addestramento Incursori, una struttura addestrativa  e di  isolamento  munita  di  darsena situata  alla foce del fiume Arno, all'interno dell’ex Tenuta Presidenziale di San Rossore, ora Parco regionale, organicamente composta da Plotone  Comando e Plotone  Anfibio.

3 Sezione logistica e amministrativa. Di questa sezione fanno parte, oltre alla compagnia trasmissioni e la compagnia comando e supporto logistico, tutte quelle persone che gestiscono gli operatori nel contorno, dall'ufficio amministrativo, fino all'ufficio OAI (operazioni addestramento informazioni). Quando si parla di numeri, per sapere quanti operatori formano la componente operativa, è stato detto di tutto, gli operatori delle compagnie operative non sono molti.