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Extrema Ratio

Disegnato da un esperto

Il “Col Moschin” è stato progettato dal Capitano “Fonty” (lo chiameremo così per motivi di servizio), da 22 anni in servizio presso il reparto di Forze Speciali dell'Esercito italiano. Ha preso parte a missioni in Libano, Iraq, Bosnia, Albania e Kosovo. Attualmente ricopre un incarico logistico presso il Reparto, ma la sua forma fisica è al primo posto dei suoi impegni quotidiani. Fin da ventenne ha sempre praticato arti marziali non a orientamento sportivo ma finalizzato alla pratica del combattimento reale e alle necessità professionali di Reparto. A 43 anni ha frequentato, presso la Scuola dell'Esercito, il corso per Istruttore militare di difesa personale e lotta ravvicinata classificandosi il primo del corso. Nell'anno 2002 il Comandante di Reparto , decise di equipaggiare il personale operativo con un "fighter" per l'impiego in Operazioni Speciali. Tale compito non poteva essere affidato che al Capitano Fonty vecchio appassionato e cultore di lame fisse e pieghevoli. Così un bel giorno si presentò presso la Extrema Ratio per chiedere la costruzione di un prototipo realizzato in base alle sue esigenze. Si capiva che di coltelli ne aveva utilizzati e anche distrutti testandoli oltre i limiti costruttivi. Fu subito entusiasta della qualità dell'acciaio utilizzato dalla Extrema Ratio. Dopo alcuni mesi di lavoro effettuati su un prototipo dettato in buona parte da Fonty, fu realizzato e presentato il "combat" finale al Comandante del Reparto, il quale ne rimase ottimamente affascinato e volle subito battezzano con il nome di "Col Moschin".

Un coltello “haute couture”

A differenza degli altri modelli Extrema Ratio, caratterizzati da lame dal profilo spigoloso, il “Col Moschin” ha una lama di disegno più tradizionale, quasi classico. Realizzata in acciaio inox al cobalto N690 misura 16 cm di lunghezza, per una altezza massima di 33 mm e uno spessore massimo di 6 millimetri. E’ caratterizzata dalla presenza di un falso filo integrale con doppio bisello che la alleggerisce senza indebolirla eccessivamente.

Non si tratta di un coltello imponente, ma di uno strumento efficiente e maneggevole, con il baricentro situato pochi millimetri dietro la guardia, molto veloce nei passaggi di presa.

In prossimità della guardia troviamo un tratto seghettato lungo 40 mm realizzato impeccabilmente. Sempre in questa porone della lama troviamo il logo del 9° reggimento riportato su entrambi i lati. La lama beneficia della finitura “testudo” anticorrosione e antigraffio. L’impugnatura è la classica monopezzo già vista sugli altri modelli, stampata in Kraton e fissata al codolo attraverso una vite a testa cilindrica ed esagono incassato (in acciaio inossidabile e ricavata dal pieno!) che permette un’agevole manutenzione o sostituzione in caso di improbabili rotture. La porzione antero-inferiore dell’impugnatura è ribassata e incavata, creando un solido punto di presa per le dita forti della mano, mentre i solidi rami della guardia offrono un comodo appoggio per il pollice e una buona protezione contro eventuali scivolate delle dita verso la lama. Il codolo, che sporge dalla parte finale dell’impugnatura per circa 5 mm, è stato fresato in modo da poter fungere da percussore per infrangere cristalli di veicoli, ma anche per somministrare colpi non letali o su punti nevralgici. Inoltre è forato per fungere da anello per il lacciolo.

In guerra con la Ferrari

Chi conosce e colleziona coltelli militari sa che la maggioranza di essi, per comprensibili motivi, si distingue per le pessime lavorazioni. In questo caso siamo all’eccezione opposta. Pur non essendo necessarie su uno strumento da combattimento o, nella migliore delle ipotesi, da lavoro in ambiente ostile, le rifiniture sono di alto livello, con piani ben tirati e una finitura omogenea delle parti metalliche. Insomma, niente di nuovo, sappiamo già che i coltelli Extrema Ratio meritano l’appellativo coniato per loro da un commerciante americano che li ha definiti “la Ferrari dei coltelli da combattimento”.

Un fodero completo

Un coltelllo del genere meritava un fodero di adeguata qualità. Realizzato in ABS (una lega termoplastica dalle caratteristiche analoghe a quelle del Kydex) ha delle eccezionali doti di resistenza meccanica e alle variazioni di temperatura. Visto il possibile utilizzo da parte di truppe aviotrasportate, la ritenzione della lama nel fodero è molto importante, per evitare “sparizioni” del coltello tra le nuvole. Il sistema di fissaggio è affidato alla frizione e alla presenza di un anello con doppio bottone automatico. Grazie a una serie di cinghie in Nylon dotate di Velcro, il coltello può essere portato in qualsiasi posizione lo si desideri, da quella classica alla cintura a tattica sulla coscia.

Per concludere

Parlare dei coltelli Extrema Ratio è sempre piuttosto imbarazzante poiché la loro qualità indiscutibile potrebbe far pensare a una eccessiva indulgenza in chi scrive. Tuttavia è un dato di fatto che la casa di Prato sia oggi in grado di surclassare in termini di qualità produttiva e dei materiali impiegati molti marchi blasonati d’oltreoceano. E poi la conferma viene da altre fonti. La scelta operata dai corpi speciali del nostro esercito è stata la conseguenza di esigentissimi test sul campo, non certo di improvvisazione. Per questo il nostro giudizio nei confronti del “Col Moschin” non può essere che estremamente positivo, non solo per le qualità intrinseche del coltello ma anche per l’exploit dell’azienda, che con il suo dinamismo e le sue scelte produttive ha infranto il tabù secondo il quale un buon coltello da combattimento può essere solo a stelle e striscie.